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SIAE e SCF

In questi giorni SIAE sta inviando a vari enti il bollettino MAV “per il rinnovo dell’abbonamento Diritti Connessi per diffusione musica d’ambiente 2021“. Vale la pena ricordare che il diritto è stato introdotto dalla legge 633 del 22 aprile 1941 quando ancora l’Italia era un regno “condotto” dal Re, Vittorio Emanuele III …

L’ente che si occupa della riscossione, e qui nasce l’equivoco, è SIAE, società che già riscuote il diritto d’autore che si differenzia da quello connesso.

Chiariamo: SIAE e SCF sono due istituzioni distinte, ma SIAE ha anche il mandato per riscuotere il diritto per conto di SCF.

SIAE gestisce e tutela i diritti relativi alla composizione musicale (musica e/o testo), sia nel caso venga eseguita dal vivo, sia nel caso venga riprodotta su disco. Tali diritti sono da corrispondere all’autore della composizione e all’editore del brano.
• SCF, invece, gestisce e tutela i diritti relativi alla registrazione discografica  (cioè all’incisione su supporto dell’opera musicale). Tali diritti sono da corrispondere al produttore della registrazione e all’artista che ha prestato la propria interpretazione all’incisione.

Risolto il mistero, ricordiamo che il versamento è prorogato dal 30 giugno al 30 settembre con una riduzione dell’importo per venire in contro alle difficoltà affrontate durante la chiusura imposta dal governo durante la pandemia.

SCF ha previsto condizioni particolari per la CEI: gli enti ecclesiastici possono aderire alla convenzione RCF/Conferenza Episcopale Italiana soddisfacendo l’obbligo di legge per ogni utilizzo effettuato negli spazi di pertinenza, interni ed esterni; riteniamo corretto che il circolo partecipi alla spesa.

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