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Oratorio: ciò che vale non ha prezzo – Al Festival della Dottrina Sociale

di don Damiano Vianello, consigliere di NOI Associazione | per Avvenire del 13.11.2017

Al Festival della dottrina sociale un workshop per toccare con mano questo luogo di crescita e divertimento

Nel grande scenario della riflessione sociale apporta il proprio contributo la Chiesa cattolica che vive in Italia, attraverso le varie opere realizzate e promosse dalle Chiese locali che hanno la fortuna di avere una rete capillare di osservatori e di centri di riflessione quali le parrocchie e le associazioni di ispirazione cristiana. L’associazione Noi quest’anno è stata invitata al Festival della dottrina sociale che si svolgerà dal 23 al 26 novembre a Verona presso il Cattolica Center.

Abbiamo accettato di partecipare a ciò che porta questo titolo: «Fedeltà è cambiamento». Binomio intrigante da tenere unito, provocazione culturale per il nostro secolo troppo veloce nella comunicazione e troppo lento nei contenuti. Abbiamo cercato di rileggere il titolo portando il nostro carisma a servizio della Chiesa italiana: «Oratorio: ciò che vale non ha prezzo. L’esperienza associativa come fedeltà al cambiamento alla ricerca divertita dei riferimenti». Infatti l’associazione Noi diffusa nel territorio italiano collabora in particolare con le parrocchie e altri enti educativi. L’esperienza associativa valorizza il potenziale umano e spirituale che attraversa in lungo e in largo le varie esperienze territoriali radicate nelle parrocchie. Parliamo infatti di esperienze e non primariamente di dogmi, di contenuti veritativi, di valori irrinunciabili. Siamo convinti che i mutamenti culturali che avvengono in macroscala di fatto appaiono di riflesso nella microscala delle relazioni umane che si sperimentano nel fatto del credere e dell’appartenere a una tradizione vivente quali i riferimenti evangelici. In questo cambiamento fatto di volti e relazioni, l’associazione Noi mette in campo la propria fedeltà al territorio e al diritto di riunirsi per raggiungere l’obiettivo comune che sono le nuove generazioni con un metodo semplice e diretto: saperlo fare divertendosi. Nessun obbligo, solo una grande passione per la promessa che abita il futuro dell’Italia.

Per questo vorremo proporre una sorta di workshop dell’oratorio, facendo sperimentare in prima persona ciò che sirealizza nelle varie realtà locali alla scuola della dottrina sociale e dei santi. Già, un altro binomio che vedremo in atto nei volti di coloro che si metteranno a disposizione per realizzare l’accompagnamento dello studio semplice e proficuo: tante sono oggi le sfide che la scuola e lo studio debbono affrontare nel sociale.L’alternanza scuola-lavoro è la nuova frontiera della mediazione giovanile, studio e lavoro in dialogo, non più uno funzionale all’altro, ma in sintonia. Parleremo di animazione estiva rivolta ai più giovani: stare insieme divertendosi nel periodo dell’anno più complesso da gestire per l’esagerata carica di aspettative che assume. Ancora: i nostri giovani sono particolarmente esposti alle dipendenze cibernetiche e tossicologiche da cui occorre difendersi conoscendo e prevenendo. Non creiamo prodotti, ma valorizziamo competenze nella gratuità e libertà. Lo sport è un linguaggio moderno e antico, strumento straordinario di cultura e di crescita sociale. La famiglia è nucleo primigenio di fedeltà e cambiamento, perla preziosa da custodire e sostenere con quella valenza etica di matrice cristiana. Infine parleremo di servizio civile e dei vari modi di dire la propria appartenenza a un territorio.

Sabato 25 novembre dalle 15 racconteremo ciò che facciamo, ascolteremo ciò che abita nel cuore di chi vorrà interagire con noi, diremo che divertirsi non è follia, ma realtà esistenziale, stile, possibilità, coerenza, verità.

Sì, vogliamo portare il nostro contributo nella riflessione a partire dalla dottrina sociale, perché ciò che si fa nella polis, nella societas, è ciò che in parte veicola i valori, le credenze, la religiosità, i pilastri di una struttura esistenziale che fa dell’umano il luogo privilegiato dell’incontro tra la fedeltà e il cambiamento, tanto da far sì che l’una diventi sorriso dell’altra.

 

 

 

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