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Il NOI non è mai un problema

Verona Fedele 7 agosto 2016

Si va d’accordo solo camminando insieme, con verità e carità

Noi, un problema? No, un ente associativo non è mai un problema. Problematiche sono le persone, particolarmente quando nell’associazione qualcuno costruisce un territorio di riserva personale dove esercitare una leadership che va bene perché c’è qualcuno che le cose le fa andare avanti, ma che col tempo e l’inamovibilità diventa impedimento per la
crescita altrui, per lo spazio di azione, per l’esercizio del rinnovamento, del cambiamento, della speranza per il futuro. In una tale situazione le persone di riferimento diventano ostacolo e motivo di scontro.

Succede nel Noi, come succede in tante realtà sociali nel cui ambito e spazio si praticano e si applicano i principi della democraticità. L’esercizio della democrazia non è facile, perché occorre saper rispettare il volere della maggioranza, “volere” a cui si perviene con il dialogo, il confronto, la collaborazione, la disponibilità e la capacità di accogliere l’altro, di accettarne aspetti e parti che a volte non ci garbano.

Ci sono doveri, ci sono diritti, e nascono conflitti. Dappertutto: nei circoli, nei consigli, nelle parrocchie, nelle società, nelle consulte, negli uffici pubblici, nelle aziende, nelle congreghe, sempre, dovunque ci siano persone a confronto. Nella discussione rispettosa cresce lo spirito di appartenenza. Quando si è d’accordo sui principi ispiratori, quando si accetta di adoperarsi per finalità condivise, quando gli obiettivi sono considerati valori irrinunciabili per la crescita spirituale e umana di tutti, il confronto democratico è un esercizio di grande, profonda umanità e giustizia sociale. Laddove non si riesce a ottimizzare e apprezzare tali valori, limitando la discussione su aspetti secondari e privi di significato per gli scopi complessivi, nascono le beghe.

Quando i toni si alzano e gli animi si esasperano volano parole di troppo, si perdono di vista gli obiettivi e si commettono errori, e sugli errori partono le accuse, verbali e scritte.
Quando la vicenda arriva alla Segreteria territoriale il clima è deteriorato, non c’è più spazio per mediare, per ricucire strappi, rattoppare sbreghi, ristabilire relazioni umane decenti. Ognuno si arrocca, rivendica, accusa.
Per un verso e per l’altro ognuno ha ragione e ognuno ha torto.
Non si trova via di ritorno, invece il ritorno è l’unica strada percorribile. Anzi, è proprio dalla capacità di fare un passo indietro in queste situazioni che si misura la grandezza dell’uomo.

Si può dire che troppo spesso la “carità” va a farsi benedire. Magari ci si attacca alla giustizia, al diritto, al codice, alla sicurezza, all’Haccp, alle norme igienico-sanitarie, alla responsabilità penale, ai diritti della verità. Ma con la pretesa di servire la Verità, che è uno dei nomi sacri di Dio, non abbiamo il diritto di tradire la Carità, che è un altro nome sacro di Dio: Dio è amore A volte si arriva a mettersi d’accordo: tu battiti per la carità, che io patteggio per la verità. Strategia inammissibile perché tutti noi apparteniamo a Dio che è non in tempi diversi ma contemporaneamente Carità e Verità.
Le polemiche violente non possono avere casa nei circoli Noi. È necessario abituarsi a vivere, lavorare e collaborare
con persone che hanno dei difetti, come tutti; con persone che commettono peccati, come tutti; con persone che possono sbagliare, come tutti.
È necessario abituarsi a vivere, lavorare a discutere apertamente con persone che non ragionano come noi e che, a nostro parere, agiscono e pensano in un modo non efficace per il lavoro da compiere insieme. È necessario abituarsi a dare valore più a quello che ci unisce piuttosto che a ciò che ci distingue. È necessario attendere che l’altro sia convinto con noi, per camminare con lui. Perché solo camminando assieme si finisce sempre con l’andare d’accordo. L’accordo viene a poco a poco. Si comincia col regolare il proprio passo su quello degli altri, poi a un certo punto ci si accorge di aver difeso le idee degli altri contro qualcuno che le criticava. Eh, bisogna essere in tanti per fare qualcosa di intelligente (non so più dove l’ho letta).

Tarcisio Verdari | Segretario di Noi Verona

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Commenti ( 4 )

  1. Rispondi
    alberto says:

    condividendo ciò che il sig Tarcisio ha pubblicato mi permetto di aggiungere una cosa a mè molto preziosa. mettere sempre davanti DIO a tutte le nostre attività le decisioni,ai nostri eventuali problemi e incomprensioni, con la preghiera davanti a GESU’ EUCARISTICO per lasciare agire Lui invece di pretendere ad essere noi a risolvere tutto con il nostro orgoglio. infondo ce lo ha detto lo stesso GESU’ chiedete e vi sarà dato.
    questo però noi Cristiani ce lo stiamo dimenticando.

  2. Rispondi
    NOI Cadidavid VR073 says:

    Caro Tarcisio…sempre bravo con le parole, poi ad esserci in mezzo è molto difficile.Ma….avanti sempre!!
    Ah, bella la foto!!!!!
    Flavia VR073

  3. Rispondi
    NOI San Lorenzo VR095 says:

    MAI COME QUESTE PAROLE HANNO ESPRESSO COSI’ BENE IL SIGNIFICATO DI COSA VUOL DIRE COLLABORAZIONE

    SE TUTTI METTESSIMO AL PRIMO POSTO IL SERVIZIO,LA CARITA’,L’UMILTA’….NON NASCEREBBERO DISCUSSIONI SU

    CHI FA DI PIù O CHI FA DI MENO, OGNUNO QUANDO METTE 5 MINUTI AL SERVIZIO E SE QUESTI MINUTI VENGONO TOLTI

    ALLE ATTIVITA’ GIORNALIERE E SONO STATE RITAGLIATE PERCHE’ SI RITIENE IL CHE IL CIRCOLO SIA IMPORTANTE HA GIA’

    FATTO TANTO…E NESSUNO DOVREBBE PERMETTERSI DI CRITICARE IL TEMPO CHE HA MESSO A DISPOSIZIONE,

    INVECE SI PARLA SOLO DI BAR, COME DEVE ESSERE GESTITO, PRANZI, SPETTACOLI ECC…..!

    NEI MOMENTI DI CRISI DOVREMMO PENSARE A QUESTE PAROLE

    GRAZIE SEGRETARIO CHE DOPO TANTI ANNI ANCORA TRASMETTE ENTUSIASMO E CI RICORDA I VALORI BASILARI DEL NOI

    BUONE VACANZE!

    NOI Verona ha scritto:

  4. Rispondi
    Gio says:

    Condivido ciò che ha scritto Tarcisio , ma come farlo capire al mio parroco? Grazie . ex presidente circolo NOI

    Inviato da iPad

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