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Considerazioni sul defibrillatore #2

La storia diventa “infinita” perché nello stesso giorno di decorrenza della legge, il Governo rinvia la scadenza di altri 4 mesi: novembre 2016.

Non è che le cose possano cambiare in meglio. Tuttavia…. pare che nella testolina di chi sta in alto si sia insinuata qualche perplessità.
Qualcuno (le società sportive dilettantistiche) si chiedono perché il Decreto Balduzzi imponga l’obbligo del defibrillatore alle associazioni e società sportive e non lo faccia invece nei confronti dei gestori degli impianti sportivi. Insomma, dopo quattro anni di tentennamenti ci si accorge che la Legge è sbagliata.
Che senso ha, infatti, obbligare centinaia di migliaia di associazioni, a volte di piccole dimensioni, quasi sempre a corto di risorse, a spendere migliaia di euro per uno strumento che utilizzerebbero in strutture (campo di gioco, palestra, ecc.) utilizzate da altre associazioni sportive con analogo obbligo e sempre nelle stesse strutture? Obblighiamo le strutture a dotarsene, e la questione sarebbe anche già risolta. I gestori dei campi aggiungono 5-10 euro alla quota/contributo per l’utilizzo del campo e in 150 partite il defibrillatore è acquistato, assistito, revisionato, sempre perfettamente funzionante. 
Qualora si pervenisse a questa semplice soluzione – si tratta di ipotesi su cui mi permetto di ragionare scrivendo – gli allenatori delle squadre si impegnano a partecipare al corso di formazione per l’assistenza in caso di emergenza, oppure la gestione dei campi offre la propria a fronte di regolare corrispettivo.
Semplice.
Purtroppo, la semplicità i nostri legislatori non sanno neanche cosa sia.

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