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Sospensione pratica deposito bilancio per mancanza dell’annotazione nel rendiconto economico del carattere secondario e strumentale delle attività diverse

L’Ufficio RUNTS della Regione Veneto in queste settimane è impegnato nella verifica dei bilanci 2022 trasmessi dagli enti nel corso del 2023 e comunque depositati entro il 30/06 dello scorso anno.

Diverse segnalazioni di circoli NOI affiliati delineano un errore formale, diffuso tra gli enti, il cui effetto è la sospensione della pratica di deposito bilancio, il cui sblocco è riconosciuto attraverso l’integrazione, a bilancio o nel verbale dell’assemblea, dell’annotazione che certifichi il carattere strumentale e secondario delle attività diverse nel rispetto di determinati valori percentuali.

In sostanza la sospensione si verifica qualora nella tabella B “entrate/uscite per attività diverse” del rendiconto economico per cassa (Mod. D – foglio di calcolo Excel distribuito da NOI Associazione) compaiano valori economici in entrata e/o in uscita, non accompagnati dall’annotazione in oggetto che è prevista a norma di legge.

Al verificarsi di quanto sopra il RUNTS sospende la pratica, comunicando per PEC, è in messaggistica RUNTS, quanto segue:

Gentile Presidente,
Con la presente si comunica che codesto ente avrebbe dovuto allegare l’annotazione che documenta il carattere secondario e strumentale delle attività diverse (annotazione prevista dall’articolo 13, comma 6 del d.lgs. 117/2017 e s.m.i.), in calce al bilancio 2022. Si informa che l’annotazione dovrà essere depositata tempestivamente allegandola alla messaggistica Runts.

Come riportato nella comunicazione, l’integrazione va presentata esclusivamente tramite messaggistica RUNTS (eventuali risposte PEC verranno cestinate), raggiungibile dal menu laterale (sx) del Registro: il legale rappresentante, o il consigliere che ha presentato la pratica, accede al Registro Nazionale con proprio SPID, seleziona la chat relativa alla pratica sospesa e risponde inserendo oggetto, messaggio e allegando il rendiconto economico sospeso completo di annotazione.

Facciamo notare che l’Ente del Terzo Settore può svolgere attività diverse purché tale attività sia prevista dallo statuto e purché gli introiti generati siano investiti nelle attività di interesse generale e che gli stessi rispettino precisi limiti disciplinati dal Codice del Terzo Settore. Il circolo che ha svolto attività diverse deve scegliere per due annualità consecutive uno dei due metodi di calcolo seguenti:

  1. Attività Diverse <30% Entrate Complessive
  2. Attività diverse <66% Costi Complessivi (totale uscite + costi figurativi).
    I costi figurativi sono costi che l’ente avrebbe sostenuto, ma che non rientrano a bilancio, perché appunto non figurano nel rendiconto e per questo possono essere calcolati in modo indipendente come “Costi figurativi”. Esempi di costi figurativi: comodato uso gratuito valorizzato dal titolare del bene, il costo orario del volontario impegnato nella realizzazione di un’attività, i panettoni ricevuti in omaggio da una pasticceria della zona e ceduti in occasione di una RPF, ecc… Certo che per utilizzare il metodo di costo figurativo è evidente che i costi figurativi debbano essere certificati e provati.  
  1. VEDIAMO NEL DETTAGLIO UN ESEMPIO DI ANNOTAZIONE
    con rapporto Attività Diversa <30% Entrate complessive
    Il sottoscritto presidente e rappresentate legale dell’ente certifica che in fase di approvazione del presente rendiconto il Consiglio di Amministrazione certifica e conferma il carattere secondario e strumentale delle attività diverse di cui alla sezione B), che si evidenzia dall’importo degli stessi nel confronto a quelli della seziona A).

    Il CDA pertanto attesta che i ricavi per attività diverse risultano non superiori al 30% delle entrate complessive dell’ente:

    • RICAVI ATTIVITÀ DIVERSE € 1.000,00
    • ENTRATE COMPLESSIVE € 5.000,00
    • Incidenza percentuale delle attività diverse è del 20%

L’incidenza percentuale tra Attività Diverse e Entrate Complessive è data dall’operazione:
(attività diverse : entrate complessive) x 100 | ovvero (1000:5000)x100= 20%

B. VEDIAMO IL DETTAGLIO DI UN’ANNOTAZIONE
con rapporto Attività Diversa <66% dei costi:

Il sottoscritto presidente e rappresentate legale dell’ente certifica che in fase di approvazione del presente rendiconto il Consiglio di Amministrazione certifica e conferma il carattere secondario e strumentale delle attività diverse di cui alla sezione B), che si evidenzia dall’importo degli stessi nel confronto a quelli della seziona A).

Il CDA pertanto attesta che i ricavi per attività diverse risultano non superiori al 66% dei costi complessivi compresi eventuali costi figurativi:

• RICAVI ATTIVITÀ DIVERSE € 1.950,00
• COSTI COMPLESSIVI € 5.000,00
• Incidenza percentuale delle attività diverse è del 39%

L’incidenza percentuale tra Attività Diverse e Costi complessivi è data dall’operazione:
(attività diverse : costi complessive) x 100 ovvero (1950:5000)x100= 39%


E SE I LIMITI VENGONO SUPERATI?
Può accadere che l’ente superi di qualche punto l’incidenza percentuale tra Attività Diverse ed entrate, o costi complessivi. In tal caso l’ente DEVE auto denunciarsi al RUNTS manifestando l’impegno di rientrare nei limiti di legge entro il prossimo dell’esercizio.

ES. superamento del limite del 30% delle entrate diverse rispetto le entrate complessive
L’Ente che in fase di elaborazione del bilancio 2023 rileva lo sforamento del limite del 30% dovrà adottare la seguente formula da iscrivere a bilancio:

Il sottoscritto presidente e rappresentate legale dell’ente certifica che in fase di approvazione del presente rendiconto il Consiglio di Amministrazione certifica e conferma il carattere secondario e strumentale delle attività diverse di cui alla sezione B), che si evidenzia dall’importo degli stessi nel confronto a quelli della seziona A).

Siccome l’incidenza percentuale è superiore al limite del 30%, Il CDA provvede alla obbligatoria comunicazione al RUNTS ed assumerà tutte le iniziative necessarie per recuperare tale sforamento nel corso del prossimo esercizio in modo da far rientrare i ricavi. Delle attività diverse entro il limite stabilito. 

  • RICAVI Attività Diverse € 3000
  • ENTRATE COMPLESSIVE € 8000
  • Incidenza percentuale 37,5%

Nell’esempio precedente è chiaro che l’ente, registrando un’incidenza del 37,5%, ha superato del 7,5% il limite del 30% e che nel corso dell’anno contabile successivo dovrà monitorare le entrate da attività diverse le quali non potranno superare il 22% andando a riportare la percentuale nel 30%.