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Ho un circolo senza P.iva, perché dovrei entrare nel Terzo settore?

Al termine di ogni incontro che si rispetti non mancano le domande inerenti alla gestione amministrativa e finanziaria, al Codice del Terzo Settore, come individuare il confine tra attività di interesse generale e quelle diverse, sulla difficoltà nel reperire volontari e nuovi candidati da introdurre nel Consiglio di Amministrazione, come poter offrire attività in tempo di covid, come accedere al 5 per mille … sia ben chiaro, sono tutte domande lecite che richiedono una risposta che puntualmente viene data. Poi capita la frecciatina che non ti aspetti, che ti lascia basito e senza parole, non perché non se ne abbiano, ma perché non ci si aspetterebbe un ragionamento che si ritorce contro chi lo pone.

La domanda è stata: “ho un circolo senza P.Iva e con bar (si presume ad uso esclusivo dei soci), che vantaggi posso avere nell’entrare nel terzo settore”terzo settore?

La risposta immediata e secca, ma tremendamente sbagliata, sarebbe stata che il bar, per chi rimane escluso dal Registro, diventerebbe commerciale a tutti gli effetti, e che quindi per proseguire l’attività verso i soci si sarebbe reso necessario dotarsi di Partita IVA, di registratore di cassa elettronico, gestire l’IVA in regime ordinario, con quel che ne consegue.
Invece abbiamo preferito rispondere che nel Terzo Settore si accede non tanto per le agevolazioni riconosciute agli enti che rispondono a precise condizioni normative, ma per continuare ad ascoltare i bisogni della gente, rispondere con attività specifiche e progetti di servizio alle persone che fanno la comunità.

Non avremmo voluto, ma alla fine abbiamo ceduto e stilato un elenco (non esaustivo) delle agevolazioni per gli ETS, in particolare destinate alle APS (come i circoli NOI).


5 PER MILLE

L’iscrizione in elenco permanente è prerogativa degli ETS e permette di ricevere la quota del 5 per mille dell’irpef delle persone fisiche che scelgono la mission associativa di un particolare ente.
→ link: https://www.noiverona.com/5-per-mille/
IRESCalcolato sul 3% degli introiti (commerciali – attività diverse).
Fondo di finanziamentoAccesso al fondo per il finanziamento di progetti e lo svolgimento di attività di interesse generale di interesse generale (art.72).
Regime Forfetario• Gli ETS godono di particolari condizioni agevolative;
• Le APS in particolare adottano uno speciale regime che defiscalizza le attività di interesse generale;
• Scompare l’ambito IVA;
• Scompare il modello EAS;
• Finalmente viene riconosciuto il costo (e il valore) del volontariato.
Raccolta FondiOrganizzazione di campagne di Raccolta Fondi, anche continuative, al fine di finanziare le attività di interesse generale.
Social BonusPresentando un progetto di recupero di un bene confiscato o pubblico in decadenza si ha accesso a particolari agevolazioni per il recupero delle somme necessarie al ripristino e successivo utilizzo del bene.
DonazioniGli ETS possono ricevere erogazioni liberali da:
persone fisiche: detrazioni 30% Irpef fino ad un max di 30 mila euro per il donante; 
personalità giuridiche: deduzione fino al 10% del reddito complessivo dichiarato. (art. 83)
Esenzioni• IMU e TARI (se l’esenzione, anche parziale, è ammessa dal regolamento comunale);
• ISI (imposta sugli intrattenimenti) per le attività occasionali e di sensibilizzazione;
• imposta di bollo;
• imposta di successione/donazione;
• imposte ipotecarie e catastali per trasferimenti a titolo gratuito a favore di altri enti del T.S.;
• no ritenuta d’acconto;
• studi di settore, parametri fiscali e affidabilità fiscale.
SCUL’Ente del Terzo Settore può accreditarsi per ospitare i giovani in progetti di Servizio Civile Universale

Per usufruire dei vantaggi è sufficiente svolgere attività di promozione sociale nei confronti della propria comunità; soffermarsi e ascoltare i bisogni dell’altro; accettare il cambiamento introdotto dalla riforma del Terzo settore, con ottimismo e fiducia perché è certo che chi avrà la forza e il desiderio di cambiare potrà fare molto per la propria gente, probabilmente molto più di quanto possiamo immaginare.

Dal punto di vista amministrativo è necessario rispettare un principio che il legislatore ha introdotto nel Codice con l’obiettivo di “smascherare” le aziende camuffate da ETS. Infatti è attraverso il principio della trasparenza che il Ministero potrà verificare i bilanci che saranno pubblici e redatti su un modello uguale per tutti gli enti iscritti al RUNTS

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