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Cos’è una APS?

A.P.S. è un acronimo che sta per Associazione di Promozione Sociale. Una A.P.S. svolge servizi verso i propri associati, svolge promozione sociale, culturale verso i soci che hanno sottoscritto la tessera di adesione annuale. Tutte le attività risultano essere esentasse

perché costituire un circolo NOI?

Per poter operare in ambiti in cui alla parrocchia non è permesso operare nel pieno rispetto delle leggi fiscali Italiane attraverso il regime straordinario previsto per le Associazioni di Promozione Sociale.

EAS, che significa? cos’è? a cosa serve?

EAS (Enti ASsociativi) è il modello che raccoglie i dati rilevanti ai fini fiscali. Il modello è da presentare entro 60 giorni dalla costituzione dell’ente di Promozione Sociale iscritto nel registro di cui alla legge n° 383 del 2000 (tutti i circoli NOI). Senza dei esso l’ente non può godere del regime agevolato a disposizione delle APS.

“Il modello per la trasmissione dei dati, denominato “modello Eas”, deve essere inviato, in via telematica – direttamente dal contribuente interessato tramite Fisconline o Entratel, oppure tramite intermediari abilitati a Entratel – entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti. Il modello deve essere, inoltre, nuovamente presentato quando cambiano i dati precedentemente comunicati; la scadenza, in questa ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.”

La Segreteria NOI Verona si avvale dell’appoggio di uno studio professionale per l’invio del modello EAS.

Il nostro circolo con solo Codice Fiscale può organizzare gite per i propri soci?

Il Circolo NOI, in quanto APS iscritto al Registro nazionale presso il Ministero del Lavoro, è autorizzato dalla Legge 383/2000 a organizzare attività turistica riservata ai propri tesserati.

L’attività è svolta liberamente, senza obblighi di iscrizione a registri. L’attività turistica e ricettiva, però, è considerata “commerciale” ai fini dell’IVA. Vuol dire che per svolgere legalmente l’attività il circolo deve essere in possesso di partita IVA e applicare il 10% di IVA ai prezzi praticati e versarne il dovuto al fisco tramite F24 in banca.

In alternativa non resta che affidarsi a una agenzia di viaggi, che emetterà regolare fattura per il servizio svolto, per il pagamento della quale il circolo raccoglierà dai tesserati l’importo esatto e nemmeno un centesimo in più.

Esiste un numero minimo di volontari per costituire un circolo? Quale costo bisogna affrontare per creare un circolo?

Consigliamo la presenza di minimo 5 – 7 persone per poter distribuire le cariche tranquillamente.

I costi di costituzione sono composti da: imposta di registro (€ 200,00) + l’acquisto di 10 marche da bollo (€ 16,00/cad. – €160,00) per una spesa complessiva di € 360,00.

NOI Verona non chiede contributi né per la domanda di affiliazione annuale, né per la stesura della pratica di costituzione, né per l’invio telematico del modello EAS. L’unico impegno che si chiede è la trasparenza e la presentazione della pratica all’Agenzia delle Entrate del proprio territorio.

Somministrazione alcolici, è possibile? in che limiti? Si possono vendere prodotti fatti in casa?

I limiti per la somministrazione di alcolici al bar del circolo sono gli stessi imposti per legge ai locali pubblici: no alcool a minori e no minori che somministrano alcool. Ricordo che è previsto il penale in caso di mancata ottemperanza delle norme. Di fatto l’articolo 689 del codice penale su Somministrazione di bevande alcoliche a minori o infermi di mente vieta la vendita per asporto e la somministrazione di  bevande alcoliche a minori di anni 16.

Occorre l’autorizzazione (licenza) rilasciata dal comune dopo obbligatorio nulla osta igienico-sanitario da parte dell’Asl di competenza.

E’ consentita la somministrazione di prodotti confezionati o comunque con tracciabilità certificata da regolari fatture di acquisto, per questo motivo la somministrazione di torte fatte in casa è assolutamente esclusa.

Un circolo che si sta costituendo quando può iniziare a tesserare?

Per  tesserare è necessario aver ottenuto il riconoscimento di Associazione di Promozione Sociale, ovvero:

– aver ottenuto dalla A.E. l’attribuzione del codice fiscale del proprio ente;
– aver registrato gli atti presso l’Agenzia delle Entrate;
– aver inserito i dati del proprio ente e dei consiglieri all’interno della propria area personale NOIgest (riceverete le credenziali di accesso a tempo debito);
– inviato in originale la domanda di affiliazione sottoscritta da legale rappresentante e parroco;
– attendere le ricevute di invio/ricezione telematica e copia del modello EAS dal territoriale NOI Verona.

Il circolo vende esclusivamente prodotti alimentari confezionati ai propri soci, è necessario comunque chiedere la licenza bar?

La vendita di prodotti (anche confezionati) destinati al consumo sul posto, come avviene nei bar, è considerata “somministrazione” a tutti gli effetti. Del resto, l’autorizzazione amministrativa e igienico sanitaria è di due tipi:
Alimenti e bevande analcoliche ed alimenti e bevande alcoliche. Non c’è distinzione tra alimenti venduti in confezioni originali sigillate, e alimenti sfusi, manipolati, con opportuna preparazione. Con l’autorizzazione, infatti, nessuno può impedire al circolo di svolgere l’attività nei modi che ritiene adeguati alle proprie esigenze.
Faccio notare che la differenza non è rilevante nemmeno con l’installazione di distributori automatici: la licenza (autorizzazione di pubblica sicurezza) è obbligatoria in ogni caso.

Il coro del circolo può cantare in chiesa?

L’esecuzione di brani musicali in chiese al di fuori della celebrazione liturgica soggiace al diritto d’autore.
Poiché trattasi di attività rivolta a pubblico indistinto la convenzione SIAE-NOI non è utilizzabile.
Alla SIAE dovete dichiarare l’inizio attività. Vi sarà chiesto di compilare il borderò (elenco dei brani eseguiti e relativo autore) oppure vi chiederanno di versare un contributo forfetario, se l’ingresso è gratuito. In ogni caso sulla stampa del volantino la SIAE non ha competenza, a meno che non vi appaia la pubblicità di qualche sponsor, nel qual caso vi complichereste l’esistenza per l’obbligo di rilasciare fattura e pagare imposte indirette e dirette.

Perché è necessario possedere la tessera per partecipare alle attività del circolo?

La tessera garantisce al circolo di operare nei confronti dei propri soci in regime agevolato, di fatto una APS come il circolo affiliato a NOI Verona può svolgere attività e promozione sociale nei confronti dei propri tesserati, non possedere la tessera significa non accettare lo statuto e le finalità associative e non poter godere dei privilegi tipici delle Associazioni riconosciute.

La tessera non è solo una copertura assicurativa, con la tessera un socio può frequentare gli ambienti del circolo, può partecipare alle attività istituzionali del proprio oratorio e degli enti superiori (territoriale-regionale-nazionale), etc …

L’associazione può svolgere pubblica raccolta di fondi?

Saltuariamente, ovvero una, massimo due volte l’anno SI.

L’art 143 TUIR prevede che non concorrono a formare il reddito i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche che devono essere:

  • effettuate occasionalmente
  • in cui possono essere venduti beni di modico valore o di servizi ai sovventori
  • la raccolta deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

Tali fondi sono esclusi IVA e da ogni altro tributo.

Gli enti che hanno svolto raccolta pubblica di fondi hanno l’obbligo di redigere un apposito rendiconto dell’ attività di raccolta. Tale rendiconto è redatto in modo separato e si aggiunge al rendiconto annuale.

Il rendiconto deve essere redatto entro 4 mesi dalla chiusura del periodo d’imposta.

Ai fini pratici il rendiconto può essere scritto in calce al bilancio o nel libro dei verbali dell’assemblea dell’associazione in alternativa può essere istituito un apposito Registro dei rendiconti delle raccolte pubbliche.

Dal rendiconto devono risultare, anche con relazione illustrativa, le entrate e le spese relative a ciascuna “raccolta pubblica” effettuata durante l’anno al fine di consentire il controllo sia delle modalità di raccolta dei fondi, la loro entità, sia le modalità di impiego dei fondi raccolti.

Il rendiconto deve essere conservato sino a quando non sia divenuto definitivo il periodo d’imposta.

 

SERVIZI NON COMMERCIALI ART 143

Per gli enti non si considerano attività commerciali le prestazioni di servizi non rientranti nell’ articolo 2195 del codice civile rese in conformità alle finalità istituzionali dell’ente senza specifica organizzazione e verso pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione, devono avere:

– rientrare nella finalità istituzionale;

– non deve esistere una specifica organizzazione per prestare il servizio

– i corrispettivi richiesti non devono eccedere i costi specifici/diretti sostenuti per fornire il servizio

– possono essere rivolte a soci e non soci.

Quali documenti devono essere conservati negli anni?
  1. Il libro di cassa, nel quale devono essere registrate le entrate e le uscite in denaro;
  2. il libro dei soci, che di ogni socio contiene i dati anagrafici, il domicilio, la data di presentazione della domanda di adesione, la data di accettazione da parte del Consiglio, gli anni di rinnovo mediante versamento della quota associativa, data di cessazione della qualifica di socio per dimissioni scritte, per radiazione motivata, per decesso;
  3. il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee (verbali);
  4. il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio direttivo (verbali);
  5. i registri previsti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, quali il registro IVA degli acquisti e il registro IVA delle fatture emesse (in regime ordinario per eventuali attività commerciali estranee all’attività istituzionale);
  6. il registro degli introiti (prospetto per l’annotazione dei corrispettivi: D.M. 11 febbraio 1997) ai fini del regime fiscale agevolato di cui alla Legge 398 del 1991, previsto per le eventuali attività commerciali accessorie e funzionali all’attività istituzionale.
Per quanto tempo devo conservare le registrazioni contabili e la documentazione del circolo?

Il Codice Civile tratta della conservazione delle scritture contabili all’articolo 2220, che impone la conservazione per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione. Per lo stesso periodo devono conservarsi le fatture e tutta la corrispondenza (lettere, telegrammi, mail di posta elettronica) ricevuta e spedita, anche in formato elettronico di immagine non modificabile, che corrispondano ai documenti originali e che possano essere resi leggibili in qualsiasi momento. Le leggi fiscali, però, hanno allungato i tempi di conservazione ai fini delle prescrizioni e della decadenza per gli accertamenti d’imposta. Ciò nonostante, si dà il caso che nel 2002 sia stata emanata una Legge, la numero 212, che all’articolo 3 recita testualmente: “I termini di prescrizione e decadenza per gli accertamenti d’imposta non possono essere prorogati”. Ma se perfino chi le fa, le leggi, poi non le rispetta, cosa deve fare il cittadino-suddito per tutelarsi contro una tal marmaglia di politici infingardi e senza vergogna?

Se non conservo le registrazioni contabili vado incontro a sanzioni?

La mancata conservazione delle scritture contabili previste ai fini tributari può comportare l’applicazione di una sanzione amministrativa da € 1.032 a € 7.746 o da € 2.065 a € 15.493 se l’evasione I.V.A. è superiore a € 51.645,69 per esercizio o € 516 se le irregolarità sono di scarsa rilevanza e non ostacolano l’accertamento fiscale. La mancata conservazione delle scritture contabili può creare problemi con il Fisco anche da un punto di vista penale, perché l’omessa conservazione delle scritture contabili è equiparata all’occultamento o alla distruzione della contabilità, quando non consente la ricostruzione dei redditi o del volume di affari ai fini dell’IVA. In tale contesto è prevista la punizione con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni.

Anche le domande di affiliazione annuale devono essere archiviate e custodite negli anni?

Occorre distinguere tra: PRIMA domanda di adesione al Circolo e domanda di RINNOVO annuale, accompagnata da versamento della quota. La seconda, che non è obbligatorie in quanto con il versamento della quota annuale il socio manifesta la propria volontà di rinnovare l’adesione, può essere eliminata alla fine di ogni mandato del Consiglio, purché non costituisca anche ricevuta della quota stessa, nel qual caso l’obbligo di conservazione è di dieci anni. La prima, invece, che appartiene alla storia dell’ente, è conservata in allegato al Verbale del Consiglio che ne ha deliberato l’accettazione.

Come Circolo con P. Iva in regime 398 siamo obbligati all’emissione di fattura/ricevuta?

Il regime fiscale cosiddetto della 398 esonera dalla certificazione dei corrispettivi. Vuol dire che il Circolo in 398 non è obbligato a emettere un documento per gli introiti di tipo commerciale. L’esonero, però, non equivale a divieto, per cui è lasciata assoluta libertà di non emettere documenti o di emettere ricevute o fatture, a seconda della richiesta da parte di chi paga il corrispettivo.

C’è un solo caso che obbliga a emissione di fattura: l’introito per pubblicità o sponsorizzazione. Tale obbligo non è prescritto dalla 398, bensì da una norma generale riferita alla pubblicità e alla sponsorizzazione. Peraltro, solitamente chi spende per la pubblicità e per la sponsorizzazione ha bisogno della fattura per poterne dedurre il costo nella contabilità aziendale. Fattura, ricevuta, o niente del tutto, ciò che conta è il totale mensile degli introiti di tipo commerciale da indicare (entro il 15 del mese successivo) nel registro IVA.

E’ possibile estendere l’ingresso al bar anche ai non tesserati?

No, non è possibile. L’ingresso al bar è consentito esclusivamente ai soci che hanno versato la quota annuale di tesseramento.

Chi può accedere al bar del circolo?

L’ingresso al locale bar è consentito ai soli soci tesserati NOI. Di fatto l’autorizzazione comunale e/o sanitaria alla somministrazione di alimenti e bevande (bar) è rilasciata dall’ente pubblico alla precisa condizione che l’attività sia rigorosamente ed esclusivamente riservata ai soci tesserati.

 

Per partecipare all’attività di danza è obbligatorio munirsi di certificato medico?

Le attività “ludico-motorie” quali sono i corsi di danza, la normativa ministeriale recentemente confermata dal Ministro della sanità Lorenzin, non necessitano di certificato medico sportivo.


chiarimenti del ministero “In risposta alla richiesta di chiarimenti sull’applicazione delle nuove norme contenute nella legge 98 del 9 agosto 2013 in merito alla certificazione sportiva non agonistica e a quella per l’attività ludico motoria amatoriale, il Ministero della salute in una nota alla Federazione italiana medici di famiglia conferma l’abolizione dei certificati per attività ludico motoria-amatoriale e dei conseguenti accertamenti diagnostici richiesti dalla normativa abrogata.In risposta alla richiesta di chiarimenti sull’applicazione delle nuove norme contenute nella legge 98 del 9 agosto 2013 in merito alla certificazione sportiva non agonistica e a quella per l’attività ludico motoria amatoriale, il Ministero della salute in una nota alla Federazione italiana medici di famiglia conferma l’abolizione dei certificati per attività ludico motoria-amatoriale e dei conseguenti accertamenti diagnostici richiesti dalla normativa abrogata.”

Linee Guida ministro Lorenzin

E’ possibile far compilare un’autocertificazione ai tesserati che partecipano ad attività ludico motorie?

Le autocertificazioni non hanno alcun valore liberatorio, in quanto sullo stato di salute del cittadino l’unico a poter rilasciare certificazioni è il medico di base. Nessuno, nemmeno un medico può certificare il proprio stato di salute.

Il presidente del circolo ha presentato le dimissioni come devo comportarmi?

Il consiglio direttivo deve accettare le dimissioni scritte del presidente dimissionario, dopodiché dovrà far entrare in consiglio il primo dei non eletti. Dovesse mancare il primo dei non eletti sarà necessario indire l’assemblea ordinaria elettiva per poter riottenere il numero legale dei membri del consiglio.