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Vigilanza sui minori

Riceviamo in questi giorni diverse telefonate di circoli in allarme per la questione “abbandono di minori” conseguente a una pronuncia della Cassazione che ha condannato una scuola per aver lasciato un minore uscire da solo, poi deceduto per incidente stradale.

L’allarme è giustificato. Il principio che il minore dev’essere accompagnato da un genitore o tutore, o adulto delegato da chi ne ha la patria potestà, e successivamente “ripreso” per tornare a casa è cogente, obbligatorio.

Nessuno può ignorare o derogare a tale obbligo, e in caso di danni al minore, chi ha commesso il “reato” di “abbandono di minore” ne paga le conseguenze. Pesantissime. Ma si deve precisare altresì che l’abbandono di minore è reato “di rischio” punito dalla legge anche se il minore non subisce conseguenze. Vuol dire che non occorre che il minore sia vittima di un danno fisico per la sussistenza del reato. L’abbandono è reato. Sanzionato.

I tempi in cui si andava a scuola da soli già dalla terza elementare, sono tra-passati. Per chi vive nei grossi centri abitati è naturale non fidarsi di lasciare liberi i ragazzi sotto gli otto-dieci anni, ma nei paesi, dove non sono arrivate ancora le novità del progresso e della civiltà allargata, la norma diventa “stringente” e inevitabilmente è considerata “assurda”.

Ora, una telefonata alla segreteria territoriale non sposta e non cambia il problema, che è giurisprudenziale.

La Ministra dell’istruzione, con un intervento recente, ha confermato che le Scuole non lasceranno uscire i minori di 14 anni senza poterli affidare a un adulto. Parimenti i Circoli, all’uscita dei minori dovranno avere “certezza” di affidarli a un adulto, genitore o delegato (con tanto di carta scritta e fotocopia di documento di identità da conservare cautelativamente nell’archivio del circolo).

La vicenda è pesante, e dovrà essere presa in considerazione dal legislatore, in questo o nel prossimo Governo. Per intanto, così è, e così rimane.
Nel frattempo c’è chi invece di piangersi addosso si attrezza e si organizza. Abbiamo saputo di un circolo che ha organizzato alcuni “pedibus” con la collaborazione di alcuni genitori o nonni che a turno prendono in consegna i ragazzi che abitano abbastanza vicini tra loro: li prendono in consegna, con tanto di delega sottoscritta dai genitori, e li accompagnano da casa fin sulla porta del Circolo e dal Circolo fin sull’uscio di casa.
C’è chi sarebbe disposto a pagare tale servizio, ma di questo non sappiamo.

 

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